- Bocche di Bonifacio Dogs Ferry
- Saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa: due cani in Tirolo (con due umani in cordata)
Autore: Pierluigi Gemmiti
Due cani in barca (per non citare gli umani). Sulla scorta della tradizione del romanzo umoristico inglese abbiamo deciso di dar vita ad un esperimento.
La realizzazione di un piccolo romanzo a puntate via sms.
Lo schema del romanzetto segue i dettami indicati da Jerome K. Jerome,
autore di tre uomini in barca (per tacere del cane).
Romanzo ambientato sul Tamigi nel 1889, autore anche di tre uomini a zonzo.
Giro in bicicletta della Germania Imperiale (o foresta nera) di fine '800. Il ritmo è quello di un racconto legato alla quotidianità ed all’aneddotica.
Buona lettura.
Introduzione a Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Io (Ares) ed Isabi’ vogliamo ringraziare le muse ed i musetti che hanno ispirato quest’opera.
La stessa scritta nelle lunghe ore in cui con amorevole pazienza abbiamo assistito quel povero umano immedesimato in un improbabile Conrad. Nella realtà assai più somigliante al mitico Fantozzi nell’episodio della gita in pattino!
- Prima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Qualcosa sospettavamo da oltre un mese.
Da quando cioè LUI aveva cominciato ad accumulare tali e tante masserizie in camera da pranzo quasi aspettassimo lo scoppio della terza guerra mondiale.
Inoltre –fatto insolito- Lei lo assecondava come si deve fare con i soggetti autistici.
La certezza della disgrazia però l’avemmo il giorno in cui la sveglia dalle 5 fu anticipata alle 4.
L’incubo era iniziato e la prima puntata fu il Traghetto!
- Seconda puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
L’impatto con il Viaggetto(sic) in traghetto fu veramente tragico.
So che alcuni umani amano utilizzare le tradotte per i propri spostamenti ma quando è troppo è troppo!
Voi amici pelosi e voi amiche pelose sapete bene che gli umani puzzano ma non vi immaginate cosa siano migliaia di vacanzieri in bermuda e canotta stipati tutti insieme per sei ore su un traghettone ……
Uno strazio.
Ma perché utilizzano le canotte se gli puzzano le ascelle e non si lavano?
- Terza puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Lo spettacolo più incredibile di cui io (Ares) ed Isabì siamo stati testimoni. E stato l’uscita dal traghetto. Ma perché gli umani quando arrivano in un posto con un mezzo di locomozione collettivo – treno, aereo o nave – non riescono a trattenere l’ansia e si accalcano alle uscite ancor prima che lo stesso mezzo sia effettivamente fermo? E per quale ragione Lei cazzia sempre Lui quando non si ha fretta ad uscire dal traghetto con l’auto prima degli altri? Per altro noi non diamo propriamente una mano visto che vogliamo benedire ogni moquette della Tirrenia.
- Quarta puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry. Due cani in barca (per non citare gli umani).
Una barca a vela è veramente una meraviglia. Si può rosicchiare un poco di tutto per alcuni minuti prima che ti scoprano. Puoi fare la pipì sul paiolo e vederla scomparire nella sentina (così l’odorino rimane, ma gli umani non se ne accorgono). Ti diverti un mondo a correre lungo la battagliola (“bordo” per i canidi di montagna) e vedere gli adottati preoccupati per una tua possibile caduta. Insomma una caninata (figata). Una cosa che non capiamo invece, per quale motivo alcune migliaia di umani stipati su barconi stracarichi si accalchino su piccole spiaggette di Budelli e Spargi. Se facessero una cosa così a noi sarebbe da chiamare subito la protezione animali, l’ONU, la UE, i VVFF, la ASL e nonno Chicco!
- Quinta puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Ma che gusto ci trovano i nostri adottati a prendere il gommone alle: 5:30, 11:00, 15:00, 19:00 e 23:00 per portarci a terra a farci galoppare. Con Isabì ci divertiamo a farli correre fino a quando non ce la fanno più e poi scappiamo via per farci inseguire. Di solito, dopo aver fatto la pipì in barca, aspettiamo una ventina di minuti per farla a terra per la popò ci piace aspettare anche 40 minuti.
Insomma ogni uscita è di 30-60 minuti fatevi voi i conti di quanto tempo rimane agli umani per: lavare la barca, fare da mangiare, dormire, navigare, fare la spesa, scrivere idiozie con i cellulari, etc. per riposarsi rimangono dai 17 ai 23 minuti, uno spasso!
- Sesta puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
La barca al femminile. La vacanza vista da Isabì.
Mi chiamano “Pure io, Pure io” perché quando il mio compagno tontolone, ma più grande di me, fa qualcosa io cerco di rifare subito l’esperienza. Nella realtà la cosa è un pochino differente. Quando io voglio una cosa dico ad Ares in un orecchio cosa fare e, subito dopo, arrivo io e con il gridolino “Pure io, Pure io” faccio tutte le esperienze che voglio senza rischiare sgridate dagli umani.
In barca questo vale doppio. C’è da correre intorno alla barca? C’è da andare a terra? C’è da sgraffignare del cibo a tavola? Prima arriva Ares e poi ecco “Pure io, Pure io”. Loro pensano che io scimmiotti Ares, mentre la realtà è assai diversa……
E solo io ed Ares la conosciamo. (Isabì)
- Settima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Oggi ho nuotato. Per la prima volta. Mi sono fatto accompagnare dalla giovane umana dal buon odore che abita al piano di sopra del mio appartamento e che deve avere un legame molto stretto con i nostri due adottati. Anzi devo dire che spesso mi sembra che sia lei la vera adottata da Isabì. L’esperienza non è niente male. Fresca e corroborante, ripeterò l’esperienza domani.
Anche Isabì ha provato ed ha anche un certo stile (sempre fine Isabì), ma si affatica ancora troppo. E poi lei è birbona perché vuole fare tutto quello che faccio io. Comunque mi piace di più correre soprattutto dietro le capre selvatiche di Tavolara.
- Ottava puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Abbiamo parlato diverse volte con Isabì di quale significato, per gli umani, dovrebbe essere contenuto nell’atto del navigare. Secondo Isabì esistono conflitti non risolti in quegli umani che vogliono navigare impiegando meno tempo possibile per andare da un posto ad un altro. Anch’io penso che sarebbe meglio, per gli umani, godere dell’andare più che godere dell’arrivare.
Ma abbiamo anche convenuto che dopo un po’ la pipì soffoca ogni velleità poetica!
Una riflessione va comunque fatta. Quando è il tredicesimo giro della barca al galoppo in piena navigazione, ed il messaggio è “ora facciamo un lago di pipì in barca”. Anche gli umani più poetici si trasformano in prosaici!
- Nona puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Come scrittori non saremo un granché, ma come canidi mica siamo scemi!?!
E’ la quarta volta che transitiamo davanti ad un posto che si chiama Porto Cervo e l’ottava volta che passiamo davanti ad un posto chiamato Tavolara. Lo dice l’umano adottato che abbiamo messo davanti alla grande ruota a fine barca (non si sposta mai di lì forse ci dorme pure). Lo ripete ogni volta che passiamo a qualche luogo…..”Porto Rotondo ….. Olbia ….. Molara …… etc.”
Tanto che tutti – canidi ed umani insieme – ogni volta che riparte con la tiritera toponomastica cominciamo a tirargli qualcosa! Cime, parabordi, manovelle dei winch, scatolette di tonno, tonni, capre selvatiche, motori fuori bordo! Tutto per far zittire il cretino!!!
- Decima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Volver al Sur.
Oggi io ed Ares siamo tristi. E’ partita la giovane umana dal buon odore che abita al piano di sopra del mio appartamento e che deve avere un legame molto stretto con i nostri due adottati. Nella realtà mi ricordo di lei come del primo profumo che apprezzai del mio nuovo branco ancor prima di salutare papà Alfio. Comunque siamo tristi ed abbiamo suggerito agli umani “de Volver al Sur” di tornare verso Sud via dalle baie iper affollate via verso Orosei, Cala Sisini, Cala la Luna.
Via verso Sud accompagnati da un Maestrale che ci gonfia le vele al lasco. Verso Sud. Ciao Totta!!
Isabì e Ares
- Undicesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Onore alla dispensatrice di affetto (e cibo).
C’è un umana un poco particolare a bordo. Parla poco. Ci striglia spesso ma ci fa una montagna di coccole e, fatto non secondario, è la dispensatrice di cibo. Sia per noi che per gli umani. In certi momenti della giornata sia io che Isabì la seguiamo passo passo….
Non è per caso che questo avviene. Lei detiene le chiavi della nostra felicità. Lei è colei che ci dà la pappa!!! Non solo ce la prepara ma sospettiamo anche che l’acquisti. Mentre l’adottato lo schiavizziamo con mille richieste, con lei siamo più attenti. Non puoi scherzarci tanto. La mattina alle 5:30 poi se ti azzardi a fare qualcosa di poco ortodosso sono fatti seri. Comunque Isabì quando ha bisogno di coccole poggia il suo musetto sul cuscino dell’umana per apprezzarne l’odore!
- Dodicesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Se pensate alla vela come qualcosa di riposante in armonia con il mondo non siete mai stati a bordo con l’adottato. L’adottato adotta (scusate il gioco di parole) la tattica del “TUTTO O NIENTE”.
Si va quindi da smotorare di 16 ore a veleggiate con 127 cambi di vele.
Apri randa (rollaranda), apri fiocco (rollafiocco), controlla paterazzo e tesabugna, prendi la prima mano di terzaroli, riduci fiocco a yankee 1, togli la prima mano e apri a genoa etc, etc, etc.
Uno scempio! E poi all’improvviso stop. Tutto fermo! Riposo totale per 12/72 ore.
Riposo condito da: ipertrofia musicale, ipertrofia mangereccia, ipertrofia dialettica, ipertrofia nuotereccia ed altre 16 amenità simili. Se non si è vissuto non è possibile descrivere la tragicità del tutto!!! Vi dico solo che, ad un certo punto, anch’io ed Isabì siamo stati arruolati e messi agli winch!!! Terribile! Una caienna!!!
- Tredicesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Ares racconta ad Isabì di zio Piero.
Cara Isabì tu non conosci zio Piero. Non preoccuparti quando lo incontrerai lo riconoscerai subito.
Vive con il telefono. Mentre sta prendendo il volo per TEGUCICALPA, parla con un figlio a Valencia per convincerlo ad andare a Boston dal fratello prima che lui si sposti a Dubai.
Non puoi sbagliarti. E’ l’unico che lascia mangiare solo Stefania nella tenda del deserto egiziano (mentre lui in un oretta risolve un problemino a Miami) e per scusarsi arriva con un mazzo di margherite colte chissà dove!! Zio Piero è l’unico che ha un fratello al Quirinale e litiga per l’immondizia. Zio Piero si occupa di trovare il ghiaccio in tutti i porti, ma quando rimane con Barry White per 7 minuti in ascensore cerca di farsi dire dall’omone dove potrebbe averlo incontrato!?!
- Quattordicesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Operazione uscita!
Non appena arrivati in un approdo e comunque alle 5 ore canoniche riservate ai “giretti”, scatta il rito dell’uscita. Metti giù il tender (gommoncino), tira giù il fuoribordo, installa il fuoribordo sul gommoncino, prendi i remi, monta i remi sul gommoncino, prendi i guinzagli, metti i guinzagli sul gommoncino, accendi il fuoribordo e ….. a seguito di questo magico rombettio compaio immediatamente io con Isabì e senza proferir parola ci lanciamo nel gommone con atteggiamento da lagunare in missione. Mentre poi l’umano maschio adottato pilota il piccolo natante come un perfetto demente, ci appropinquiamo ai mitici lidi dove ci lanciamo di corsa, superando il bagnasciuga in un unico balzo e lasciano l’ebete a districarsi tra cime, ricci e rocce!!!
- Quindicesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Isabì è taroccata?
Oggi ho vissuto un incubo! Per un attimo mi sono visto come un Husky perso. Certo io conosco quasi la metà dei suoi parenti. Certo abbiamo un nonno in comune. Certo a volte ho pensato: ma perché Isabì abbaia mentre io ululo? Perché Isabì fa la guardia mentre a me non me ne frega nulla? Perché Isabì quando la chiamano torna, mentre io mi do come un furetto? Perché Isabì fa le coccole a tutti mentre io sono emotivamente stitico? Ma oggi quando un napoletano ha detto agli adottati “verifico se questi due husky siano o no originali!”
Mi sono proprio spaventato. Solo quando ho visto gli adottati ridere a crepapelle mandando a quel paese il napoletano ho capito che papà Alfio non poteva averci dato una buggerata! Ares.
- Sedicesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Isabì legge ad Ares la leggenda dello zio Giorgio.
C’era una volta zio Giorgio (ed il coro da tragedia greca recita sotto: “..e fortunatamente c’è ancora”). Era un omone grande e grosso (ed il coro … “e fortuna …c’è ancora”).
Ha avuto un grande papà (ed il coro da tragedia greca “veramente troppo grande”). Che è stato anche capo dell’Italia (ed il coro “hai hai hai!!”). Ma il grande zio Giorgio. Nonostante questo fardello (ed il coro da tragedia greca recita: “…fardello, fardello”). Combina tali e tanti umani casini da esser assai più interessante del grande fratello. Il grande zio Giorgio oggi, come tutti gli umani cerca di trovare ogni giorno la sua strada nonostante ed attraverso la sua storia (ed il coro da tragedia greca recita: “…la sua strada, la sua storia…”).
- Diciassettesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
I sacchetti per la raccolta dei “ricordini”.
Sono di tutti i tipi. Sono di tutte le dimensioni. Ce ne sono da tutti i prezzi. Per alcuni ne serve uno al giorno, per altri 100, per altri ancora, nessuno.
Per alcuni il contenuto deve superare i 50 litri, per altri i 50 cl. Per altri ancora (e sono tanti) il contenuto è indifferente visto che i “ricordini” sono a disposizione di tutte le suole del mondo!!
Tipo a parte il nostro adottato. Come tutti gli autistici, ne ha (di sacchetti per i “ricordini”.) di tutti i tipi e di tutti i colori (probabilmente abbina i colori alle stagioni e agli umori).
Ogni giorno si esibisce recuperi - di “ricordini” – alla Tony Valeruz. Sopra dune desertiche o sotto foreste di rovi lui, intrepido, si getta al recupero! Indomito.
- Diciottesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Le barche sono delle cose meravigliose.
Alcune enormi e velocissime, guidate da dei signori tutti fratelli (l’adottata – quando sfrecciano accanto a noi – li saluta tutti con lo stesso nome che mi sembra sia “Stronzo”), sollevano enormi onde che tracimano nella nostra barca. Altre, piccole ma velocissime come mosche, guidate dalla famiglia dei “Cazzari”, ti incrociano davanti in ogni momento della giornata e quanto meno te lo aspetti costringono l’adottato a lanciarsi sul timone e ruotarlo repentinamente, snocciolando a tendi stretti antiche Litanie Aramaiche o interi brani di Vangeli Apocrifi. Ma le più belle di tutte sono quelle con le ali bianche. La maggior parte sembra che le apra non più di una volta al mese, ma quando lo fanno sono bellissime. Isabì le ama talmente tanto che, quando è in porto e deve passarci sopra e scendere a terra, le utilizza come propria toeletta personale con una eleganza e leggiadria uniche!
- Diciannovesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Su papà Alfio e sulle zie Novella e Daniela.
Questa puntata è scritta a 4 zampe per l’importanza che gli umani descritti rappresentano per noi! Molti di voi non conoscono papà Alfio e le zie Novella e Daniela, ma è ora d’incontrarli almeno concettualmente! Papà Alfio ha fatto nascere Isabì privandosi – per una scomparsa improvvisa – della sua (e di Isabì, mamma) splendida Shy.
Isabì gli assomiglia talmente tanto che Alfio ha pianto salutandola quando veniva con me. Se io sono felice lo devo alla generosità di papà Alfio. Le zie Novella e Daniela le conosciamo da tanto tempo. Almeno quanto le loro tre Cipria, Polda e Pepa (femmine di tutto rispetto). Loro però sono tanto speciali. Perché?!? Perché quando siamo stati ospiti da loro (nostra prima vacanza da soli), quando ululavamo per chiamare il branco loro accorrevano e quando ci sentivamo soli ci accoglievano nella loro casa. Stiamo incontrando un sacco di stronzi, ma i grandi personaggi non riesci a confonderli con la folla. Ares.
- Ventesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Rimasti soli gli umani, si sono tolti lo sfizio!
Vento in poppa e vele spiegate ogni giorno macinano miglia su miglia! Ieri, nel bel mezzo di queste veleggiate in mare aperto, mentre serafico osservavo l’orizzonte, ho visto allontanarsi il tender (gommoncino) mio e di Isabì. Allora io mi sono chiesto come gli umani avrebbero risolto i problemini legati alle nostre doverose uscite. Mentre pensavo ciò, l’adottata ha iniziato ad urlare come un’aquila. Recupero del gommone al mare!! Ammaina fiocco, ammaina randa, motore controvento, uomo (donna) fuori con mezzo marinaio (lunga asta con gancio finale) e ……. l’adottata trasformatasi in ramba prontamente ci riporta il nostro prezioso ausilio igienico. E, come nelle migliori tradizioni delle barche “shoshones” (dove tutto ogni giorno era in procinto di perdersi, ma all’ultimo momento qualcuno salvava la situazione) alla fine potevamo scendere in una baietta e, tra gli sguardi attoniti di incuriositi bagnanti, 2 Siberian potevano andare tranquillamente al bagno!
- Ventunesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Isabì perde i dentini da latte.
Erano un po’ di giorni che Isabì approfittava di ogni attimo di disattenzione per addentare di tutto. Pezzi di legno, spigoli di thek, manovelle per winch e soprattutto cime, cime, cime.
Qualsiasi cima era la sua. Scotte, drizze, avvolgifiocco, tesabugna, tutto insomma. I pericoli erano evidenti ma gestibili. La preoccupazione è aumentata quando Isabì ha deciso di “rosicchiarsi” anche l’adottato. Il quale, tapino, ha cercato più di una volta di rendersi disponibile suo malgrado. Ma il massimo dello sconcerto c’è stato quando l’attenzione si rivolta anche verso l’adoratissima adottata. La quale per altro ha risposto delicatamente e gentilmente con due leggiadre “zaccagnate” sul muso di Isabì. Ma proprio in quel momento ….. sorpresa!!! Ecco trovato il primo dentino da latte caduto, seguito nelle ore successive da altri ritrovamenti. Ecco spiegato l’arcano, ed ecco trovata la scusa, per Isabì, di rosicchiarsi quasi qualsiasi cosa!!! Ed io … zitto! Ares.
- Ventiduesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Passerella o scaletta: uguali sono.
La differenza la fa il tasso alcolico. Dopo il mitico tuffo dell’adottato alle British Virgin Islands (precisamente a Anegada). Dove a mezzanotte, leggermente alticcio, aveva deciso di lavarsi le mani a poppa del catamarano (dopo essere riuscito fortunosamente a fare pipì). E dove, logicamente era andato direttamente in acqua (con soldi, documenti, patente nautica, etc., poi stesi uno ad uno da Giusy e Silvia). Dopo tutto ciò qualsiasi impresa è nulla. Ma sia io che Isabì ci siamo dati da fare e, senza neanche un cocktail di zio Giorgio, abbiamo pensato bene entrambi di cadere dalla passerella in acqua. Il vero mito, però, non è stata l’azione bensì la reazione. Infatti come perfetti ed imperturbabili Husky abbiamo cominciato a nuotare senza emettere un suono o un latrato. Sono l’immediato intervento dell’adottata ci ha tolto il piacere di scoprire come sarebbe andata a finire!! Ares
- Ventitreesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Italiani popolo di poeti, naviganti e STR…ONI.
Le competenze marinare degli umani italiani sono inversamente proporzionali ai loro appetiti. In una sola baia, abbiamo fatto un rapido conto con Isabì, staziona – sotto forma di imbarcazione – l’1,50% del PIL nazionale che consuma in un mese carburante equivalente ad una petroliera di media dimensione. E perché tutto ciò. E’ incredibile ma vero: per andare a fare il bagno nella spiaggia accanto! Non per navigare in mare aperto, dormire in una baia, doppiare un capo sconosciuto, vivere – insomma – i mille misteri della marina natura. Ma solo per uscire da una villetta a schiera, entrare in un “condominio” di vetroresina ed andare nella spiaggetta accanto alla velocità di un offshore, oltretutto! Una volta lì poi? Una bella mangiata, una pennichella e poi via, a velocità sconsiderate verso le nostre villette! Tutti insieme ed alla stessa ora! E’ proprio vero: italiani popolo di poeti, naviganti e stro…oni! Su populu caninu!
- Ventiquattresima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Le andature viste da un Husky.
Siamo in navigazione è mattino presto. C’è un regime di brezza. E’ così presto che non si è ancora instaurata la termica. Il mare è liscio come l’olio, strana condizione da queste parti. Tutto il contrario di quel mare incrociato dato da mille onde di motoscafi. Fortunatamente quando si alza un poco di vento scompaiono tutti i motoscafi e si rarefanno anche le barche a vela. Io, quando si alza il vento, mi diverto a mettermi sul lato sopravvento, lungo la falchetta, di lato alla tuga. Metto il cotone penzoloni fuori e mentre il mio adottato va, io ci schiaccio una pennica che la metà basta! Qualsivoglia andatura: bolina, traverso, lasco, poppa vanno benissimo l’importante è avere ombra (e quindi lato est di pomeriggio e lato ovest di mattina). Il mio vento prediletto è il maestrale di pomeriggio con rotta a sud. Mentre Isabì che dorme sempre in pozzetto ridossata alla tuga preferisce sempre i maestrale – anche se non troppo teso – con direzione nord. Direzioni e venti sono comunque ben accetti se vengono assicurate le nostre orette diurne di pennichetta.
Buon vento ragazzi! Buon vento anche per quelli che non lo hanno provato, ma lo hanno sognato.
Ares
- Venticinquesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
C’è qualcosa nell’aria.
Lo si apprezza da quel sottile nervosismo che fa dare ogni tanto dall’adottata qualche scudisciata all’adottato. Lo si capta dalle grandi pulizie che sono appena partite. Gente in testa d’albero e gente sotto la chiglia. Lo si intuisce soprattutto dall’immensa distesa delle masserizie che farebbe invidia all’esercito di Riccardo Cuor di Leone sotto le mura di Accri durante la IV crociata! Insomma si parte. I cammellieri frustano gli asini, i cammelli abbeverano i cavalli. Un gran casino insomma !!! Noi meravigliosi ed eleganti husky, con un applombe inglese da far paura, osserviamo l’umano sbattersi senza parsimonia caricando sul carro senza cavalli decine di sporte. Certo che, se si accorgessero che ci sono ben 2 cani da slitta a bordo, per noi due si metterebbe male e ci toccherebbe pure lavorare. Dio che orrore !!!! Ares e Isabì
- Ventiseiesima puntata di Bocche di Bonifacio Dogs Ferry.
Due cani in barca (per non citare gli umani).
Considerazioni finali sull’esperienza Bocche di Bonifacio Dogs Ferry..
Due cani in barca a vela in Sardegna ad Agosto. Dopo attente riflessioni, articolati calcoli psicostoriografici, approfonditi dibattiti, due commissioni ministeriali, una commissione d’inchiesta parlamentare, una immancabile inchiesta delle magistrature di Milano, Napoli, Palermo ed un convegno con Guariniello (senza citare la innovativa indagine del CSM.) Dopo tutto ciò le considerazioni convergono su un unico verdetto: MAI PIU’!!!
Non perché l’esperienza in barca non sia stata soddisfacente! D'altronde le capacità nautiche della nostra razza sono famose da millenni e da almeno dall’attraversamento dello Stretto di Bering. Non per la convivenza con gli umani adottati, i quali sono efficienti e servizievoli quanto basta. Non per la natura sempre stupenda ed intrigante. Ma solo ed unicamente perché è Agosto.
Ed Agosto in Sardegna c’è la fiera del cafone e per l’occasione vengono liberati gli umani della peggior specie! I canidi per la “salvezza della residua umanità o dell’umanità residua”.
- Ventisettesima puntata.
Il cambio della divisa visto da Isabì.
Forse non tutti di voi sanno che noi siamo Siberian Husky “copper”. Da qui il nostro manto “ramato”. Quando siamo venuti in barca ci hanno dato la divisa blu e bianca per le uscite in barca (the crew!). Oggi ci hanno preannunciato che tra 3 giorni si ricambia divisa e si torna all’originale rosso/rame e bianco. Si va in montagna! Ho già avvertito il mio citrullo compare (Ares) di modificare il titolo del suo romanzo da “Bocche di Bonifacio Dogs Ferry. Due cani in barca (per non citare gli umani)”, a “due cani in Tirolo (con due umani in cordata)”.
Devo dire che il nostro pelo in montagna darà il meglio di se e devo convincere l’adottata a farmi uno shampoo prima di partire. Isabì
- Ventottesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” – prima puntata.
Ripassare per casa per modifica re il proprio guardaroba è molto piacevole. Via le zampette a ciabattina e su con la zampa a pedula. Un giro nei parchi a vedere se ci sono gli amici di tutto l’anno (ma si sa a Roma a metà Agosto è un deserto). Un bagnetto per togliere il sale dal pelo. Una annusatine alla dolce casa e siamo pronti per una bella galoppata di 7/800 Km in auto fino in montagna. Nel frattempo cerchiamo di far divertire l’adottato. Abbiamo infatti organizzato un piccolo diversivo a base di fuga nel fiume (leggi marana) dietro casa, meravigliosa strusciata su carognetta very very puzzolente e sgranocchiata di vari ossettini marcetti anzicchenò! Logicamente questa festicciola va fatta appena dopo il bagnetto. Se no dopo perché rifarlo? Comunque dopo tutta questa fiestà abbiamo visto l’adottato un pochino provato!!! Certo che, se l’esperienza nautica è risultata positiva, questa esperienza alpina dovrebbe esserlo ancora di più! Pensate come si riposeranno gli adottati!?! Los Haskos Andinos
- Ventinovesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” – seconda puntata.
Seconda puntata prima di avventurarci verso il grande Nord Alpino. Abbiamo pensato di fare un passaggio in Tuscany Land dai nonni Lilli e Peppe genitori della nostra adottata. Come rinunciare a qualche corsetta nei boschi vicino Pienza pieni di odori di cinghialetti e caprioli? Dopo aver inseguito un capriolo, due faggiani, quattro gatti della nonna, prima di avventurarsi nei pascoli delle mucche chinine, l’adottata – urlando dolcemente come un aquila – ha costretto l’adottato a legarci con la scusa meschina di voler mangiare in pace. Comunque la nottata è passata ed eccoci in viaggio. Ore ed ore di viaggio inframmezzate solo da pipì veloci ai distributori o dai schizzettini in auto da Isabì. Unico diversivo l’acquattarsi con Isabì dietro le valigie per morsicchiare qualcosa senza che nessuno se ne accorga. A proposito di accorgersi di qualcosa … non mi sembra che l’adottato sia rimasto particolarmente contento di aver trovato la leva del cambio “assaggiata” da Isabì nell’ultima attesa davanti al ristorante in Gallura. Los Haskos Alpinos
- Trentesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” Terza puntata
Siamo arrivati!!!! Abbiamo subito attivato tutte le azioni necessarie a farci conoscere! Davanti al Cappella Schloss (uno degli hotel più escussivi di Velden/Austria) abbiamo provveduto a lasciare qualche “marcatura”. Mentre intorno la piscina dello stesso hotel Isabì ha lasciato un “messaggione” che la metà basta. L’adottata e l’adottato sono diventati a strisce bianche e rosse e si sono affrettati a pulire tutto. Non potete capire che spasso farla su quelle aiuole!. Meraviglioso!!! Aveva ragione zio Piero, qui i cani sono trattati meglio degli umani ed a RAGIONE!!!! Siamo passati dalle sterpaglie della Gallura (chiamte macchia mediterranea) a pratini verdi e aiuole fiorite, dove l’ordine regna sovrano ma che noi provvederemo a movimentare!!!!
LOS CAGNOS DE LOS PIRENEOS
- Trentesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” Terza puntata
I nostri primi 2000! Dopo due ore di cammino (precedute da una ascesa in funivia) siamo arrivati nel paradiso di Heidi. Dove ci sono tutti meno che lei: pascoli, mucche, caprioli e trucchi che parlano solo tedesco e quando l’adottato gli parla in inglese scappano!!
L’ascesa è stata bellissima! Io sempre davanti a tutti ed Isabì sempre dietro. Io che trainavo tutti ed Isabì che si faceva trainare. Ora siamo sotto un tavolo a riposare mentre gli umani dopo essersi scolati due birre cantano “vecchio scarpone quanto tempo è passato” insieme ad un gruppo di gitanti austriaci in vacanza con il dopo lavoro dei ferrotranviari di Vienna! Ed ora una bella discesa con i due semi brilli!
Vi faremo sapere come è andata!!! Ares
- Trenteduesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” Quarta puntata
Certo che le pettorine sono proprio un’invenzione seria! Primo non fanno arrabbiare Alfio, secondo non rovinano il pelo, terzo – come dice Ares – “mettono in evidenza il mio (di Isabì) ancheggiare (proprio da vera femmina!!!)”. Certo qualche difettuccio ce l’hanno. Primo tra tutti è quello della lussazione bilaterale delle spalle degli umani (visto che quando tiriamo – in discesa perché in salita ci devono tirare – non ci ferma nulla).
Per esempio vogliamo recitare la poesia composta durante la salita e la discesa dalla vetta del monte Gherith (parafrasando la poesia FUTURISTA del Marinetti): merda di vacca, merda di vacca, merda di vacca, merda di vacca, merda di vacca ….. ….. …… merda di vacca!!! Isabì
- Trentatreesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” Quarta puntata
La corsa della mattina, gli austriaci, il lungo lago.
La mattina (termine eufemistico per indicare la parte finale della notte) intorno alla 5.30 iniziamo a dare segnali della nostra presenza. Siamo in vacanza e quindi abbiamo ritardato tutti gli impegni!! Piccoli ululati, soffici salti nel letto, timide slinguazzate sui volti degli umani indicano/annunciano al mondo il nostro risveglio.
E allora via. A correre sul lungo lago. La mattina alle 6.00 questo posto è frequentato da personaggi strani (l’adottato sostiene che alle 6.00 tutti i posti del mondo sono frequentati da strani personaggi). La signorina 70enne (l’Austria non è un paese giovane!) che corre in costume, short e cappello, svariati ciclisti abbigliati nei modi più vari e (udite udite!) “stiratrici di fiori”. Gentili signore che ravvivano le aiuole, aprendo le piante dei fiori “stirandone” i pelati. A quest’ora di solito corriamo un’oretta e ci fa impressione verificare che fino alle 7.00 di cani in giro ….. pochi.
Forse anche loro sono anziani come i loro adottati? Ares ed Isabì. Los Haskos Alpinos
- Trentaquattresima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” Quinta puntata
Ed eccoci ai secondi 2000! Risiamo in cima! Grandi imprese per grandi cani !!! Dopo 2,5h di piena salita. Due soste per abbeveraggi, tre raffinati tentativi di Isabì di fermarsi all’ombra; tipo la croiset di Cannes. E dopo 3 scocciate ripartite condite da sbuffanti “non capisco ma mi adeguo”. Eccoci qui al rifugio LUDWIC WALTER – haus m.2140 siamo circondati da corvi che non mostrano alcun reverendo timore nei nostri confronti: è proprio vero il detto dei vecchi cani alpini “dopo i 2.000 tutto appare ed è diverso”.
(Secondo Isabì questo è un proverbio del piffero inventato da me per l’occasione ed io sono costretto a smentire questa diceria da osteria). Dopo un bel piatto di wuster e krauti, 3 gulash, huddensuppe ed una kaiserflash ci rimettiamo allegramente in viaggio rotolando e ruzzolando lungo tutto il sentiero di ritorno!!!! Los Haskos Alpinos
- Trentacinquesima puntata
Trentacinquesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” Sesta puntata
L’adottato in funivia (ed i suoi meravigliosi mostri a seguito!!!!).
Che fosse facile salire su una funivia in movimento lo hanno pensato tutti i ricoverati nei centri traumatologici dell’intero arco alpino. Ma nessuno puà immagina cosa sia prenderla al volo in squadra composta da: una cucciolina di 4,5 mesi, un cuccioline di un anno (io) un’adottata di 50 ed un affittato fantozziano di 53! Fate le debite considerazioni e poi ditemi se avete mai vissuto un’esperienza simile o siete stati in grado di immaginarla. Salire sopra queste scatole di sardine è già difficile. Isabì in braccio all’adottata, io (Ares) con in braccio l’adottato, tutti e 4 in braccio all’assistente alla salita in cabina e, immancabilmente, la cabinovia ferma ad aspettarci. Poi quando si è saliti inizia il calvario. I loculi, pensati per tenere al caldo di inverno i cadaveri di sciatori congelati, d’estate – esposti al sole – si trasformano in fornetti crematori d’esportazione e raggiungono temperature da alto forno. Raggiunta la vetta la scena, all’apertura delle porte del loculo, è questa: Isabì che scatta tra le braccia del primo inserviente a tiro. Io che mi fiondo sotto le gambe della prima matrona 87enne all’ultima arrampicata della sua lunga vita, ed i due adottati che arrancano per guadagnare l’uscita. Bellissima esperienza!
- Trentaseiesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” Settima puntata
Sweet Isabella…..se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Quando tutto volge al meglio lei ne combina una delle sue per movimentare un poco le situazioni.
Durante la gita quotidiana (salita oltre i 2.000, lunga passeggiata, pranzo, ritorno in discesa) Isabì, che in quanto a curiosità non è seconda a nessuno, controlla tutto quello che avviene intorno a noi. Io mi concentro su lucertolone, grilli etc, mentre a lei non sfugge nulla né da vicino né da lontano.
Come potevano passare inosservati quegli animali enormi (almeno 10 volte noi) con delle strane protuberanze sulla testa?
Ed infatti ecco Isabì avvicinarsi di soppiatto ad un esemplare particolarmente cresciutello. Prima strisciando silenziosamente e poi, una volta scoperta, rivelandosi in tutta la potenza canica (sic) abbaiando e ringhiando come una pulcetta arrabbiata. In tutto ciò guardata con benevolenza dall’adottata. Peccato che entrambi non si siano accorte del piccolo e congiunto errore di valutazione. Infatti l’animaletto (sic!), infastidito dal fastidioso trambusto proveniente da quell’esserino tenuto a guinzaglio da una ignara umana, ha pensato bene di osservare più da vicino le tapine. Proprio in quel momento l’adottato ha cominciato ad urlare trascinando me, l’adottata e l’allegata Isabì di corsa giù dalla collina.
L’animaletto infastidito infatti non era una pacifica mucca, bensì un incazzatissimo toro, che ha interrotto l’inseguimento solo davanti ad un provvidenziale cancello di legno! Ed Isabì….ha ricominciato ad abbaiare!!?!!!
- Trentasettesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” Ottava puntata
“I soliti 2.000, il laghetto di montagna, le mucche, le cabinovie, i camminatori, gli scalatori, i freeclimbings, i mountain-bikecari, i parapendipari, i cazzari.” Sì vabbè, ma noi husky che cosa ci facciamo qui? Ma per quale strana ragione partiamo la mattina presto (sempre dopo la corsetta di ordinanza di un’ora). Prendiamo la macchina. Prendiamo la funivia. Ci facciamo due/tre ore di salita. Mangiamo. Ci facciamo due/tre ore di discesa. Riprendiamo la funivia. Riprendiamo la macchina. Torniamo in hotel (che è pure figo!). Ma perché non risparmiamo un sacco di forze e ce ne restiamo direttamente in hotel? Ma forse non danno da mangiare a pranzo?!?! Los Haskos Andinos mui escansados!
- Trentottesima puntata
Trentottesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” Nona puntata
“Finalmente si sono arresi!!!!” Pensavano che fossi malata!!! Pensavano che fossi strana!!!! Pensavano che volessi qualcosa!!!! Invece no!!! Voglio fare quello che voglio nel momento che lo voglio (come ogni femmina!!). E così li ho fregati!! Mi butto a terra quando non voglio andare avanti, dove e come capita, e non c’è verso di smuovermi, né con le buone, né con le cattive. Tutti ridono come matti tranne Ares e l’adottato e l’adottata che si arrabbiano!!! Ma io il risultato l’ho ottenuto, perché l’adottato mi prende in braccio!!!!!! Che vita da cani…… Isabì
- Trentanovesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” Decima puntata
La Gasthof delle vespe.
Oggi l’adottato ha pensato bene di farci fare una “Gita Turistica Fuori Porta”. Piccola passeggiata, pranzo al ristorantino e giretto di ritorno. Tipo Pasquetta insomma. Ha chiesto informazioni alla reception e gli è stata indicata una certa Gasthof. Si parte e si arriva in pochi minuti sulla riva di un delizioso laghetto. Giro dello stesso e poi si va a mangiare nella Gasthof. Ed ecco la sorpresa!!
In un area di circa 1.000 quadrati comprensiva di diverse aree di giardino e zone con tavolini “risiedevano” circa 50.000 (leggi cinquantamila) vespe! Di tutti i tipi e dimensioni. C’erano le normali vespette dell’uva, le gigantesche “ammazzasomari” e le inquietanti vespe nere lunghe e sinuose. Tutta la zona era letteralmente disseminata di “trappole” per vespe ed in ognuna era possibile individuarne centinaia. Unica zona “libera” la sala pranzo. Il bello che non ti accorgevi di nulla finché non ci finivi dentro. Non vi dico che divertimento per gli adottati nel cercare di non farci azzannare ogni vespetta che riusciva a superare il filtro della sala da pranzo. E comunque i loro sforzi sono stati inutili visto che Isabì ne ha “seccata” subito una, beccandosi un bel pungiglione sul muso. Alla fine abbiamo deciso di andarcene con la coda tra le gambe ed il musetto di Isabì un poco gonfio (dopo due ore è tutto passato!!!). Però ripensandoci sapevamo che in Austria quest’anno miele/api ed anche vespe hanno avuto un’annata speciale! Ares
- Quarantesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” Undicesima puntata
Una meravigliosa giornata in piscina.
Sarebbe bellissimo passare una giornata in piscina in riva al lago. Hanno più o meno pensato questo i nostri due adottati preparando il programma del giorno successivo. Peccato non avessero avuto sentore che identico pensiero era stato espresso da i seguenti soggetti: - alcune centinaia di umani. Di tutte le razze, età, lingue, dimensioni ed odori; - alcune decine di minuscoli canidi continuamente abbaianti con stridule vocini (per noi husky, praticamente muti o solo ululanti, segno di responsabile di mancanza di self control); - vari tipi di imbarcazioni (naturalmente nel lago!!!) che vanno dal pattino a pedali, con annesso idiota scivolo, il tutto rimembrante un maggiolino (auto tedesca anni ’60-’70) a tutti i tipi di nauticamente inutili motoscafetti trainanti banane, paracaduti, sci nautici, surf, ciambellani, gommoni di extra comunitari, comitive di russi ortodossi in cerca di testimonianze della vittoria di Vienna sul Sultano del ‘700, - alcuni milioni di insetti fancazzisti ma animati dalla pazza voglia di rompere le palle all’adottato (idiosincrasico alla specie) tra cui un nutrito gruppo di 700 mila / 900 mila vespe incazzute! Tutto ciò ci aspettava sullo sponda del lago intorno alla piscina. E quando siamo arrivati noi 4: io, Isabì, l’adottata e l’adottato ……….
E mo’ scrivetevela voi la storia …… Uffa! Ares
- Quarantunesima puntata della saga dei due Siberian Husky in giro per l’Europa.
“Due cani in Tirolo (con due umani in cordata)” Dodicesima ed ultima puntata
Stiamo tornando indietro. Lo sento nell’aria e lo vedo dai gesti degli adottati. Devo dire che mi spiace. Non so come si chiami questo paese (Austria NdT), ma è un paese più civile del nostro. Basti dire che ogni fontana prevede la possibilità di raccogliere l’acqua per farci bere ed in ogni locale (possiamo avere accesso quasi dappertutto) portano subito l’acqua per noi prima che per gli umani. Un paese ordinato e tollerante con poca gente sia nei sentieri che nelle spiagge dei laghi.
Abbiamo girato in lungo e in largo e ci siamo fatti conoscere dappertutto. Tutti ci fermano e ci fanno tante feste, molti ci fanno anche le foto (che non so bene cosa siano anche se l’adottato ha cercato di spiegarmelo) chissà perché?
Non vediamo l’ora di rivedere i nostri fratelli, l’odore di casa e Teresona che ci fa fare la pipì ogni mattina a mezzogiorno.
- Grazie di averci sopportato e supportato. Noi 4, insieme e di concerto vi abbiamo dedicato tre settimane di racconti. Grazie a tutti, a tutte le muse ed i musetti!!!! Baci. Ares il muto!
P.S.: Isabì, quasi pensando ad alta voce dice ad Ares: “ho sentito dire dagli adottati che tra due giorni tornano a lavoro. Che avranno voluto dire……… che finalmente vanno in vacanza?!?” Isabì
FINE